Robin e Gloria

di Redazione
Illustrazione di Viola Gesmundo

Robin Morgan, femminista, scrittrice e poeta americana, se n’è andata il 5 settembre scorso, a soli tre giorni di distanza dall’amica Gloria Steinem, che come lei ha enormemente contribuito a dare forma al movimento delle donne negli Stati Uniti e nel mondo per decenni.
Il giornalismo pionieristico di Morgan, nel suo paese come nei reportage da vari paesi del mondo, ha denunciato il sessismo, il razzismo e le radici della violenza. Tra i suoi saggi fondamentali ricordiamo le antologie della serie Sisterhood e il recentemente ripubblicato in Italia Il demone amante. Sessualità della violenza. Nel 2005 proprio insieme a Steinem e a Jane Fonda ha fondato il Women’s Media Center, per dare voce e visibilità alle donne nei media.
Robin Morgan ha unito la visione poetica alla passione politica e ha generosamente collaborato dal 2020 al 2023 alla nostra rivista.

Rilanciamo un articolo pubblicato nel marzo 2023 in cui Robin, onesta e combattiva come sempre, polemizza con l’amica Gloria sul significato profondo del femminismo riconfermando il legame che le unisce.

Femminismo: come si misura il nostro valore

di Robin Morgan

I diritti delle donne sono diritti umani e i diritti umani sono diritti delle donne, una volta per tutte. (Hillary Rodham Clinton, Conferenza delle Nazioni Unite sulle donne del 1995, Pechino, Cina)

Tutte pensiamo di conoscere i pericoli insiti nel femminismo corporativo, e sappiamo che bisogna fare delle acrobazie per ottenere progressi per alcune donne, ma senza farlo a spese di altre donne o delle nostre anime. Sappiamo che ci sono linee di demarcazione che non possiamo oltrepassare, che non possiamo svenderci al miglior prezzo, nonostante il grido d’appello della conduttrice televisiva Mika Brzezinski “sai quanto vali” e l’esortazione di Sheryl Sandberg a “farsi avanti”. Sappiamo che la leadership comporta responsabilità. E sappiamo di non poter sottovalutare la cinica capacità dei nostri avversarsi di altalenare tra lo schiacciarci e il cooptarci. Il femminismo corporativo non è necessariamente un’onda di marea che solleva tutte le barche, può essere una marea in cui affoghi.
Poi succede qualcosa di difficile da credere, ma dolorosamente vera.
Continua a leggere l’articolo qui

Tutti gli articoli di Robin Morgan su Erbacce qui

Le pagine di Erbacce contrassegnate da copyright sono protette e non riproducibili in nessun modo. Tutte le altre immagini e i testi di Erbacce sono rilasciati con licenza
Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported License
Licenza Creative Commons