della Misantropa
Vignetta di Pat Carra

Ore 10:00 del mattino. Mi sono alzata tardi perché gli ospiti dell’alloggio di sopra stanotte hanno fatto baldoria fino alle tre e spostato mobili fino alle quattro. L’ascensore è occupato da quelli dell’agenzia di pulizie degli airbnb che stanno facendo tutti i piani uno dopo l’altro. Scendo a piedi. Al secondo la signora Maritozzi urla invano ‘ascensore!’ picchiando con il deambulatore contro la porta del medesimo. Nell’androne striscio tra sacchi di biancheria, scope e detersivi e raggiungo il portone d’ingresso. Dopo aver fatto passare due comitive, riesco a immettermi in strada.
Un folto gruppo di turisti blocca il marciapiedi davanti alla vecchia latteria ora diventata cheese bar & gourmet stopover in attesa del loro turno per il cono di bagnacauda con panna montata al tartufo d’Alba (9,8 punti su 10 su MiStrafogo.it).
Procedo con cautela. Il mio quartiere è un’area pedonale ad alto rischio. Una residente che voglia attraversare la strada deve cogliere l’attimo tra una comitiva di tedeschi e un gruppo di cinesi, per non essere travolta e trascinata fino al prossimo stop previsto dal tour operator.
Il turista, corpo collettivo, è infatti un organismo inarrestabile e letale come il verme di Dune, ed è dotato di un unico organo di senso, il suo cellulare, che gli fornisce i soli stimoli che il suo cervello può riconoscere.
Oltrepasso un noto caffè cittadino raccomandato da trickadvisor.com, un locale di lusso dove chi sviene per il conto può ammirare comodamente dal pavimento gli affreschi settecenteschi sul soffitto. Qui davanti si snoda un’altra lunghissima coda di turisti in attesa di entrare a gustare un caffè con cioccolata/nocciole/pistacchio/acciughe del Cantabrico (15 € al banco, 28 € al tavolo).
Alcuni, accampati qui da stamattina presto, hanno familiarizzato con gli homeless residenti e stanno arrostendo un paio di piccioni sprovveduti su fornelletti da campo.
Finalmente raggiungo il mio solito bar, che fa un ottimo espresso e squisite brioche a meno di 2 € ma per fortuna non è segnalato sui principali website perciò i turisti non lo vedono.
Mentre prendo il caffè mi telefona l’agenzia Vendicasaomuori che si offre di valutare il mio alloggio e venderlo in giornata a un grosso cliente alla ricerca di locali per affitti brevi. Il tizio ha un accento minaccioso e mi fa capire che se non accetto potrei avere grossi guai. Lo mando al diavolo. È la ventisettesima telefonata della settimana. Le agenzie sanno tutto di me, nome cognome età indirizzo di che colore è il geranio sul mio balcone. La branca immobiliare dei servizi segreti è inquietante, so che Maritozzi è spaventata e sta per vendere.
Ore 11:00. Resto bloccata in un ingorgo di turisti che strofinano il dito mignolo della statua di Cristoforo Colombo, rituale portafortuna al quinto posto su AbsoluteMust.com tra le dieci cose di maggior richiamo della nostra città, dopo il gorgonzola fritto, i testicoli del cavallo di Garibaldi, la polenta da strada e il rione delle giarrettiere, che disgraziatamente è quello in cui vivo.
La produzione di giarrettiere è infatti una tradizione secolare risalente a vent’anni fa, epoca in cui vennero installati gli stemmi raffiguranti le stesse, ce n’è uno anche nel nostro condominio, appeso al cactus sul balcone di Maritozzi.
Ore 11:45. Dopo una sosta ritemprante in un museo deserto, dove regna il silenzio assordante dei luoghi fuori dalle rotte turistiche, mi faccio coraggio e mi rituffo nella folla per andare a fare la spesa.
Ore 12:30. L’androne di casa è occupato da un gruppo di 6 adulti, 3 bambini, 2 cani e 18 valigie. Prego in cuor mio che non siano diretti all’alloggio sopra di me, un bilocale capace di espandersi nella quinta dimensione.
Salgo a piedi con le borse della spesa. Al secondo Maritozzi, accasciata a terra, sta ancora battendo colpi ormai fievoli sull’ascensore.
Quando arrivo ansimante alla mia porta ci trovo quelli dell’androne, cani e valigie comprese, che stanno cercando di entrare in casa mia. Gli spiego che si sbagliano ma mi fanno vedere un messaggio dell’agenzia Vendicasaomuori su cui c’è il mio nome, cognome, indirizzo e una foto del mio balcone col geranio fiorito.
Mi piazzo davanti alla porta e decido di resistere. Fino alla morte, se necessario.
