Io e la natura | 31° puntata

Cronache di una cittadina trapiantata su un selvaggio bricco del cuneese

di Manù

 

Dopo settimane di assenza, Il cane Geppo è tornato, ha visto Bix ed è stato amore a prima vista.
Almeno da parte di Geppo, che si è di nuovo piazzato qui.
Ha anche tentato di portarsi Bix nella sua seconda casa.
Il giorno in cui è tornato lo chiamava con teneri guaiti e a un certo punto sono spariti tutti e due per ore.
Ho telefonato alla signora che lo ospita a tempo indeterminato avvisandola che forse Geppo sarebbe arrivato con un amico.
Per fortuna Bix non ha tutto questo bisogno di far vita sociale ed è tornato puntuale per la cena. Con Geppo attaccato a una gamba.
Per carità, non che mi dispiaccia averlo di nuovo qui, ma la sua insistenza soffoca persino me.
Devo fare anche attenzione ad accarezzarlo, in quanto tutte le volte che Bix alza la zampa per fare pipì, Geppo ci mette la testa sotto facendosi una bella doccetta organica.
E il cane Michi, incuriosito da questa pratica, ha voluto provarne l’ebrezza anche lui.
Il terzo giorno mi ha telefonato la santa donna che si prende cura di Geppo, per sapere come stava andando e per dirmi che i suoi cani lo cercano e lo aspettano.
A quel punto ho fatto un discorso al piccolo quadrupede cercando di spiegargli che non poteva fare i suoi comodi lasciandosi alle spalle una scia di cuori infranti.
E lui, dopo essersi ritirato nella sua cuccia a riflettere per qualche ora, è partito ed è tornato là.
Anche in virtù del fatto che Bix, pur manifestando una certa simpatia nei suoi confronti, estenuato dalle pressanti avance ha optato per rifugiarsi in casa, uscendo con aria circospetta solo per i suoi bisogni nella speranza di scampare a un assalto del nano. Precauzioni che sono risultate inutili.

 

Geppo è capace di aspettarlo per ore dietro la porta in agguato, pronto ad appendersi!
Come se non bastasse la signora mi ha detto che ultimamente ogni tanto un bel gattone bianco e grigio, che non aveva mai visto, va a fregare i crocchini alle sue gatte.
Oddio, sarà mica Bibo?!
Sta diventando imbarazzante.

Bibo è assolutamente convinto che io abbia del potere sugli eventi climatici.
Nello specifico, che possa far smettere di piovere.
Odia bagnarsi, ma odia anche stare chiuso in casa, quindi organizza le sue giornate tra pisolini sul divano e spuntini, poi prova a uscire, si ferma sulla porta e pensa – porca miseria, piove! –
Non resiste però alla tentazione di farsi un giretto e inizia a correre con la testa bassa, qua e là senza costrutto, pensando probabilmente che così la pioggia lo becchi di meno.
Torna poco dopo, bagnato fradicio, aspetta che gli apra la porta ed è a quel punto che con sguardo accusatorio mi dice – miaaaaaaaaao! – che tradotto credo stia per – Ma non vedi che piove, fai qualcosa! –

 

Anche Bix odia la pioggia. Ne sente il rumore e devo spingerlo a forza per convincerlo a uscire per fare una pipì, onde evitare che le piante che ho in cucina lo ispirino.
Alla fine si rassegna, esce, sbriga le sue faccende il più in fretta possibile e torna a godersi l’unica conseguenza della pioggia che gli piace: essere asciugato.
Si mette in piedi davanti a me tutto composto e socchiude gli occhi mentre lo friziono con l’asciugamano e se ritiene che l’operazione sia durata troppo poco si gira dall’altro lato e aspetta.
A Michi invece della pioggia non gliene importa proprio niente.
Se non ha troppa voglia di uscire assume un’aria indifferente e piscia sul balcone, indipendentemente dal tempo che fa,  altrimenti saltella sotto la pioggia battente da una pipì all’altra e se non si ricorda più se sono uscita con lui o no, invece di aspettarmi al riparo se ne sta sotto l’acquazzone, incurante di essere ormai fradicio.
Devo dire che è un ottimo modo di risolvere le faccende di igiene personale. Quando finisco di asciugarlo, cosa che apprezza molto anche lui, ha il pelo pulito e vaporoso come se gli avessi fatto il bagno.
Comunque, ormai scampato l’allarme siccità, speriamo che il cielo smetta di fare acqua da tutte le parti, l’odore di cane bagnato non è tra le mie fragranze preferite.

Foto di Manù e Andrea Ferrante

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