In vacanza

di bulander
Illustrazione di Doriano Solinas

“Correva l’anno di grazia 2026, quello delle Olimpiadi Milano-Cortina, quello dove un sacco di sciatori e di sciatrici si sono rotti l’osso del collo e sono finiti in carrozzella, così da poter partecipare subito dopo alle paraolimpiadi.
Non era ancora iniziata la primavera e parecchi milanesi, un po’ per stare al caldo un po’ per togliersi dal casino delle Olimpiadi, erano andati in vacanza a Dubai negli Emirati in quei tranquilli resort da 1.800/2.000 dollari al giorno. C’era di tutto, piscina, massaggi, corsi di meditazione, corsi di danza del ventre, insomma non ti annoiavi e potevi conoscere gente importante, russi, americani… di tutto.
C’era anche mia zia Pierfrancesca, sì quella che faceva l’ufficio stampa alla Logitech, che avevano gli uffici in Porta Genova, non lontano da Armani. E si era portata dietro la sua amica del cuore, la Robertina, te la ricordi?”
“Sì, quella che faceva la logistics manager all’Esselunga.”
“Beh, cos’è, cosa non è, un bel giorno sono lì tranquille in piscina, sentono un fischio… sai quelli degli aerei a reazione, ma un fischio terribile, doveva volare a bassa quota, e poi una terribile esplosione. Tutti che corrono, quelli del resort che gridano ‘inside, inside!’, loro tutte bagnate che corrono nella hall… ma cosa sta succedendo? Sai cos’era? Un missile.”
“Un missile?”
“Sì, era scoppiata la guerra tra l’America e l’Iran, c’era di mezzo anche Israele.”
“Ma scusa, gli Emirati cosa c’entravano?”
“Appunto, se lo sono chieste subito anche loro, non ci volevano credere… allora sono andate subito a guardare sul telefonino, su google, ma non c’era ancora niente, allora hanno provato a chiamare in Italia. Ci credi? il telefonino non funzionava, era come se avessero tolto la connessione.”
“Mamma mia che angoscia… poverette.”
“Allora hanno tempestato di domande il personale del resort… la Robertina voleva tornare subito in Italia, chiede di poter prenotare un volo e sai cosa le dicono?”
“Cosa?”
“Che i voli sono sospesi, che tutto lo spazio aereo del Medio oriente è vietato al traffico. Tra l’altro avevano appena prenotato un tavolo al “Trono dello Scià”, quel ristorante di cucina speciale sciita cha costa almeno mille dollari a pasto e non trovi un tavolo libero neanche se lo paghi a peso d’oro. A Pierfrancesca spiaceva un sacco perdere quell’occasione, infatti diceva a Robertina “aspetta un momento a prenotare un volo”. Intanto cominciano a sentire altre esplosioni, tutta la gente in panico che comincia a chiedere se ci sono rifugi antiaerei e quelli del resort che non capivano cosa voleva dire e tremavano di paura anche loro. Guarda, una situazione, capisci, tu vai in vacanza pensando che ti distendi, ti rilassi, fai esperienze nuove… e ti trovi in mezzo a una guerra!”
“Mamma mia, non farmici pensare, mi viene la pelle d’oca, guarda…”
“A un certo punto sentono dire da alcuni italiani che erano lì nel resort che in un albergo vicino c’era Crosetto con la famiglia.”
“Crosetto?”
“Sì, non te lo ricordi, quello alto, grosso, che faceva il Ministro con la Meloni, ma come fai a non ricordarlo? Era un gigante e lei era bassa bassa…”
“Ah sì è vero, eh se non me li ricordo, lei era amica di Trump, di quell’altro lì, dei satelliti…Musk. Bei tempi quelli, almeno avevi un governo stabile.”
“Comunque, quando sentono che c’è lì Crosetto, che era Ministro della Difesa, pensano subito che l’Italia sta entrando in guerra. Eh, scusa, in un momento così drammatico un Ministro della Difesa va a fare i bagni in piscina a Dubai? Robertina va in panico ancor di più perché pensa a suo figlio che aveva allora 18 anni, pensa che dovrà arruolarsi e andare al fronte. Sta per perdere la testa, vuole andare da Crosetto a dirgli di esentare suo figlio che ha mal di cuore (non era vero, il ragazzo stava benissimo). Pierfancesca cerca di calmarla, di riportarla alla ragione, ma capisci in un momento come quello, in quella situazione, sarei impazzita anch’io.”
“Lo credo, mamma mia, doveva essere stato terribile, pensavo di andarci quest’anno a Dubai ma dopo che mi hai raccontato questo…”
“Eh, ma oggi non ci sono più le guerre, i tempi sono cambiati, io ci sono andata l’anno scorso. I prezzi sono un po’ aumentati, questo bisogna dirlo, un resort che ti costava 1.800 dollari al giorno oggi a meno di 2.200 anche 2.500 non lo trovi. Ma sai, Carlo mio marito lavora nella finanza e lui paga in bitcoin.”
“In bitcoin? Ma va, davvero?”
“Eh certo, così ha lo sconto del 7,22%; poi quando la gente sente che un cameriere ti dice “ah, you pay in bitcoin”, si voltano tutti, anche se sono oligarchi russi… una soddisfazione, perché i russi non lo possono fare, hanno le sanzioni.”
“Uh non me ne parlare! Quelli non li posso sopportare, i russi… alla badante ucraina di mia mamma hanno bombardato la casa e ucciso un figlio, poverina, lei così buona e così onesta, si accontenta di 2 euro e 50 all’ora…”
“Beh, guarda che non è poi così poco, quella di mia mamma la pago 2,80 ed è contenta come una Pasqua. È moldava e mi dicono che le moldave hanno cominciato ad alzare la cresta. No cara, fai bene a pagarla due e cinquanta. Quelle prima ti mangiano la mano e poi tutto l’avambraccio.”

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