Ricettario
della Misantropa cuoca
Illustrazioni di Teresa Sdralevich

Il femminismo è ormai nella bocca di tutti – ma tu, lo sai cucinare nelle salse giuste per le varie occasioni?
Ecco una scelta di piatti basati su materie prime selezionate: le grandi donne in carne e ossa, garantite dalla filiera dei gender studies e accademicamente testate.
Cucinale anche tu!
È cruelty free (sono morte, non sentono dolore).
È gratis (sono morte, non possono protestare).

Raffinati, insoliti, quasi ascetici: sashimi Simone Weil
Perfetti per un business lunch, questi sashimi sorprenderanno piacevolmente i manager sensibili portando un soffio di rinfrescante spiritualità nello stanco mondo dello schiavismo aziendale.
Prendi otto etti di sottofiletto di Simone Weil e trecento grammi di anima (ti servirà per la salsa), batti bene il tutto e poi sciacqua in abbondante corporate vision per eliminare l’astringenza e l’eccesso di rigore. Abbatti la lucidità e ricordati di togliere le lische di abnegazione, digiuno e misticismo. Lascia macerare per tutta la notte in un infuso di capitalismo dal volto umano.
Taglia con affilata social awareness e servi con insalata di accountability e motivazioni. Spruzza generosamente di citazioni sulla buona leadership, da Platone a Steve Jobs, e pepe rosa.
Per la salsa: spremi l’anima cantando una canzone operaia pop (tipo Sciur parùn dali beli braghi bianchi), frullala con delicati incrementi di produttività e aggiungi qualche goccia di jobs act e salsa Worcester.
Non dimenticare di far indossare al personale del catering tute da metalmeccanico e di mettere loro qualche filo di paglia fra i capelli.
Se sei fortunata otterrai un buon contratto come team coach presso una multinazionale con sede a Shangai.

Buono in tutte le occasioni: budino banale Hannah Arendt
Dopo la difficoltà della ricetta precedente, eccone una facile adatta anche per principianti.
Prendi Hannah Arendt senza stare a pensarci su, scarta tutto tranne la banalità del male (puoi conservare i polpacci e un po’ di vita activa per il tuo prossimo weekend di fitness), aggiungi un argomento a piacere tra: crisi climatica, genocidio, femminicidio, Melania Trump, l’ultimo premio Strega o altro, purché di attualità mediatica. Monta in neve ben ferma quattro news lette in facebook, unisci un pizzico di giusta indignazione, un dolcificante a piacere purché a calorie zero, cuoci a bagnomaria nel luogo comune.
Si serve freddo nei dopocena tra amici, in trattoria, negli intervalli di partita, al compleanno dei bambini, nelle serate dell’8 marzo tra sole donne.
Reso estremamente versatile dal suo ingrediente principale, la banalità, questo budino si presta a banalizzare quasi tutto (il male, la guerra, le tasse, il panettone, la sconfitta del Milan), confermando così la vanità di ogni tentativo di alzarsi dal divano per uscire dallo statu quo.
