L’Argentina firma un accordo quadro con gli Stati Uniti sul libero scambio
di Gaby Weber
Foto La Izquierda Diario

Il governo di Milei festeggia: lo scorso novembre, dopo difficili negoziati, è riuscito a firmare con il governo Trump un accordo quadro sul libero scambio. I ministri si sono congratulati a vicenda e hanno lodato il loro presidente Javier Milei; anche i mercati hanno ringraziato: il rischio paese è diminuito, le borse sono in rialzo e la Camera di commercio statunitense locale non ha lesinato gli elogi. Finalmente l’Argentina è entrata nel mondo libero! L’opposizione parlamentare, i sindacati e i grandi media hanno aggrottato le sopracciglia, chiedendosi se non si tratti di un “atto di sottomissione”. Ma tutto sommato a Buenos Aires è rimasto tutto tranquillo. E poi i dettagli dell’accordo non sono ancora stati resi noti.
Quello che è stato reso noto è già abbastanza grave per gli argentini, non certo per l’industria statunitense e soprattutto non per le grandi aziende farmaceutiche. In 12 punti Milei accetta le richieste di Washington, che i vari governi statunitensi cercano di imporre da molti anni, non solo in Sudamerica, ma anche in Europa.
Ricordiamo il pollo al cloro di undici anni fa. All’epoca era in programma l’accordo di libero scambio TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra USA e Unione Europea, che alla fine fallì a causa della resistenza dei consumatori europei. Nella grande industria alimentare statunitense era ed è consuetudine disinfettare con il cloro i polli macellati per uccidere la salmonella e altri germi. Nell’UE questo è ancora oggi vietato, così come in Argentina. Con il nuovo accordo quadro, tuttavia, non solo sarà consentita l’esportazione di polli al cloro verso il Rio de la Plata, ma sarà addirittura vietato alle autorità di controllo nazionali come Anmat e Senasa effettuare analisi proprie per verificare la presunta innocuità dei cadaveri animali trattati.
Tutto ciò che è stato dichiarato “non dannoso per la salute” dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense è esente da ulteriori controlli e la sua esportazione è consentita. Mentre in Europa e nella maggior parte dei paesi sudamericani l’innocuità di un alimento deve essere dimostrata prima che sia autorizzato al consumo umano, negli Stati Uniti vige l’onere della prova inversa. Lì è la nocività che deve essere dimostrata e, finché ciò non avviene, tutto è consentito. In Argentina, ad esempio, l’uso di antibiotici nell’allevamento è vietato, ma la situazione cambierà se l’accordo quadro sarà approvato dal Congresso ed entrerà in vigore.
Lo stesso vale anche per i medicinali. Ogni pillola e ogni vaccino che reca il sigillo della FDA sarà quindi considerato in futuro sufficientemente testato ed espressamente escluso dai controlli argentini. Per i prodotti provenienti dai paesi confinanti come Brasile, Uruguay e Cile valgono gli stessi controlli di prima. Solo gli Stati Uniti possono ora importare nel Paese tutto ciò che vogliono, anche robaccia contaminata da cloro e antibiotici.
Allo stesso tempo, Milei si impegna a garantire che in futuro il diritto dei brevetti statunitense venga rispettato e che Big Pharma possa brevettare i propri prodotti senza problemi. In Argentina molti farmaci vengono prodotti a prezzi più convenienti. Il Paese si attiene alle normative internazionali e non a quelle statunitensi, più severe. Per quanto riguarda la zona grigia, Milei ha promesso, come nel caso del software, di combattere la pirateria dei marchi. Cilfa, l’associazione nazionale dei laboratori farmaceutici, mantiene per ora un atteggiamento cauto.
“Finché non sarà disponibile il testo definitivo dell’accordo, non possiamo dire nulla al riguardo”, ha dichiarato Cilfa al quotidiano “La Nación”. Per molto tempo in Argentina i farmaci erano disponibili a prezzi molto inferiori a quelli a cui venivano venduti, ad esempio, in Cile. La situazione è cambiata dall’insediamento dell’anarcocapitalista Milei, senza che la questione fosse discussa pubblicamente. Come già detto, l’opposizione non è in gran forma; il principale partito di opposizione, i peronisti, si occupa soprattutto del processo appena avviato contro l’ex presidente Cristina Kirchner per corruzione, come se fosse il problema centrale del Paese.
Anche sul tema delle sementi, Cargill e Monsanto/Bayer sono riusciti a imporsi. La giurisprudenza internazionale consente agli agricoltori di utilizzare parte del loro raccolto di cereali per la semina successiva, invece di acquistare ogni anno nuove sementi geneticamente modificate a prezzi elevati. Si tratta di un antichissimo diritto degli agricoltori, che i produttori di sementi vorrebbero abolire da tempo. Alcune aziende hanno persino inserito un gene terminator per rendere sterili i loro semi nella seconda generazione. Inoltre, vorrebbero obbligare gli esportatori di cereali a presentare le ricevute di acquisto delle sementi al momento dell’esportazione della loro merce. I governi statunitensi li hanno sostenuti, ma finora senza successo. Ora Milei ha ceduto e ai piani alti delle grandi aziende farmaceutiche devono aver stappato lo champagne. Probabilmente questa concessione era stata una delle condizioni poste da Trump quando, poco prima delle elezioni di ottobre, aveva salvato il suo omologo da un’imminente svalutazione con uno swap valutario.
Anche per quanto riguarda l’acquisto di macchinari e veicoli, Milei ha soddisfatto i desideri di Trump e in futuro concederà al Big Brother un “accesso privilegiato”. Queste condizionai penalizzano i cinesi, che offrono a prezzi vantaggiosi sia auto elettriche sia veicoli commerciali, che per motivi di tutela ambientale, beneficiano di un’ampia agevolazione fiscale sulle importazioni. I veicoli statunitensi sono notevolmente più costosi. Ora le cose dovrebbero cambiare: “L’Argentina accetterà l’importazione di automobili costruite negli Stati Uniti e conformi alle norme statunitensi in materia di sicurezza ed emissioni”, si legge nel testo. Addio alle considerazioni sulla protezione del clima e ai propri controlli sui veicoli. E se in futuro dovessero sorgere controversie, non saranno risolte in loco, ma davanti a tribunali arbitrali all’estero, che nella maggior parte dei casi si trovano negli Stati Uniti. In realtà non si tratta di una novità, poiché anche i governi precedenti avevano già espressamente accettato questi tribunali arbitrali stranieri.
La Cina non è menzionata nell’accordo. Tuttavia, vi si trova la promessa di Milei che l’Argentina adotterà misure contro le imprese statali che non rispettano le regole del libero mercato. Con questo si intende probabilmente non tanto l’UE con il suo settore agricolo altamente sovvenzionato, quanto piuttosto la Repubblica Popolare, dove quasi tutte le grandi aziende hanno una partecipazione statale. In questo contesto, Buenos Aires promette anche di collaborare allo scambio di minerali critici e di impegnarsi congiuntamente “per stabilizzare il commercio globale della soia”. Il testo non spiega cosa si intenda per “stabilizzazione”, poiché Trump è in realtà un dichiarato anti-globalista. Ma gli argentini lo scopriranno sicuramente, dato che i loro produttori di soia competono con gli Stati Uniti sul mercato mondiale.
In un punto, si sostiene nelle interviste, l’Argentina è riuscita a negoziare un vantaggio, e precisamente su alluminio e acciaio sui quali è ancora in vigore un dazio punitivo del 50%, motivo per cui ai produttori nazionali Techint e Aluar è stata concessa un’esenzione fiscale. Ora l’imposta potrebbero diminuire, forse, eventualmente – ma non è stato ancora reso noto nulla di concreto.
A Buenos Aires l’accordo quadro è stato celebrato come uno straordinario successo dell’amministrazione Milei e il tutto è avvenuto con sorprendente fretta. Probabilmente spiegata dal fatto che la firma dell’accordo è stata annunciata da Washington, non dal governo di Buenos Aires. Evidentemente Trump non ha nemmeno ritenuto necessario avvisare prima il suo omologo. La fretta era d’obbligo, il momento dell’annuncio non era stato scelto a caso: è avvenuto lo stesso giorno di altri tre accordi quasi identici, con El Salvador, Guatemala e Ecuador.
