Rafah svanisce
di Safaa Odah
Da un po’ di tempo soffro di mancanza di concentrazione. Con il tempo, tutto diventa sempre più difficile. Non riesco a dormire, soprattutto di notte, perché il rumore dei razzi, delle granate e delle bombe che esplodono è continuo. Se mi addormento, i miei sogni non sono migliori della realtà. Ogni mattina ci poniamo una domanda molto difficile: Cosa mangeremo? O meglio, cosa c’è da mangiare?
Come ha detto mio cugino: “Se moriamo, non ci decomponiamo” (per aver mangiato troppo cibo in scatola durante la guerra). Da una parte la paura, dall’altra la fame e l’ansia per un destino sconosciuto. La guerra finirà o continueremo così?
*A maggio 2024 sono arrivata da Gaza al campo profughi di Ain Jalut di Khan Yunis, dove vivevo in una tenda con mia sorella e con i miei fratelli accanto a noi. Quando la carta finiva disegnavo sulla tenda.
All’inizio della tregua, in gennaio 2025, sono ritornata a Gaza e ho disegnato sul muro della nostra casa, distrutta e inabitabile.
Da febbraio sono a Rafah, nel campo profughi al Mawasi.
*Video e disegni di Una tenda in Palestina qui

