Un nuovo brand emergente: il femminismo per tutti

di Margherita Giacobino
Illustrazioni di Teresa Sdralevich

Abstract del corso di laurea in Femminismo Economico Istituzionale presso l’Università Boccaloni
Docente: Prof. Em. Eteria Queeria
Titolo del corso: UN NUOVO BRAND EMERGENTE: IL FEMMINISMO PER TUTTI (FPT)

Da una recente indagine il femminismo è in ripresa nei mercati occidentali e questo si deve principalmente all’entrata in campo dei buyer femministi, uomini aperti e liberali che hanno capito che è vantaggioso investire in femminismo per differenziare la loro immagine da quella degli investitori mediorientali, con i quali permangono tuttavia attivi scambi nei settori del petrolio, armamenti e biancheria intima sexy.

Il corso svilupperà i seguenti punti:

Il rialzo nelle quotazioni del femminismo si deve soprattutto al lancio del nuovo brand FEMMINISMO PER TUTTI (FPT), che sta realizzando buone performance e presenta le seguenti caratteristiche:

Ampia base di mercato: il femminismo per tutti si rivolge infatti a tutti, non solo alle donne (il che presenta le ben note limitazioni legate alla minor capacità d’acquisto delle donne).

Modelli differenziati: per uomini di sinistra (es. “le donne sono più creative degli uomini, perciò lascio che lei abbia le idee e poi le prendo”) di destra (es. “non discuto mai con le donne, ho troppo rispetto per la loro intelligenza”) e gay, la fascia di mercato più difficile da conquistare (es. “certo che so che esistono le donne, alcune delle mie migliori amiche sono donne”).

Economicità: il FPT ha costi bassissimi, non richiede infatti la revisione di alcun meccanismo di pensiero, può essere implementato su qualsiasi luogo comune grazie a un pratico supporto di post-verità in materia plastica incluso nella confezione. (Valga un esempio per tutti: Trump ha dato convincenti prove di FPT insultando e minacciando varie oppositrici, comportamenti che le sue seguaci hanno giustamente riconosciuto come femministi, perché Trump le avrebbe insultate e minacciate anche se fossero state uomini, benché forse usando insulti diversi. Il non aver riservato loro un diverso trattamento in quanto donne è garanzia non solo di parità ma di rispetto del loro essere donne, aventi lo stesso diritto alla brutalità degli uomini. Trattarle civilmente in quanto donne, questo sì, sarebbe stato offensivo).

Il FPT è politicamente corretto:la politica (di marketing) vi ha infatti apportato le opportune correzioni: basta con gli eccessi tipo che le donne sono libere di essere se stesse anche se sono povere o lesbiche o islamiche o di colori o forme strane o perfino immigrate, il nuovo femminismo è equilibrato e consumer-oriented e quindi si rivolge alle donne normali, di colore e taglia normale (42-46), con gusti sessuali normali (quelli dei loro partner uomini).Ricerche sul campo hanno evidenziato che il femminismo ha ripreso quote di mercato da quando esiste il femminicidio, (si ipotizza che sia più simpatico per i maschi essere femministi sapendo che si possono eliminare quelle femmine che danno veramente fastidio). Il FPT è stato quindi predisposto anche in versione femminismo del giorno dopo che il reo di femminicidio potrà assumere, dichiarando alla corte “L’ho uccisa perché la rispettavo” e ottenendo le attenuanti.

Cessazione del conflitto: risulta evidente da quanto esposto finora che il FPT avrebbe un impatto positivo sul conflitto tra i sessi (Se tutti sono femministi, chi se la prende contro chi?) fino alla sua totale cessazione per confusione di idee. (NB: si definisce cessazione del conflitto quella fase in cui, secondo l’autorevole definizione della studiosa Eteria Queeria, “Il conflitto esiste ancora ma non ha più nome, perciò non esiste più”.)

Conclusioni: il FPT rappresenterebbe, secondo eminenti studiosi, uno strumento prezioso per realizzare la transizione dal patriarcato a modelli sociali più equi e paritari fino ad arrivare al CPT (Capitalismo Per Tutti) dove tutti potranno sentirsi capitalisti guardando i ricchi in streaming, come già accade adesso ma in 3D.

 

Testo pubblicato su Aspirina la rivista n.15 – 2017

 

 

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