Erbacce e BUM Brigata Umorismo Milano sostengono “No space for Bezos”
L’annunciata festa di matrimonio a Venezia tra Jeff Bezos e Lauren Sanchez ha scatenato la rivolta “No space for Bezos”. Dall’inizio di giugno le calli e i campi si vanno riempiendo di manifesti e scritte contro Mr Amazon e il sindaco Brugnaro. Le adesioni si sono ampliate dal Morion Laboratorio Occupato e il comitato No grandi navi all’attivismo veneto, Anpi, Extinction Rebellion, Alleanza Verdi Sinistra e altri. La rivolta è diventata una notizia sui media di tutto il mondo. Il 23 giugno Greenpeace e il gruppo britannico Everyone Hates Elon hanno srotolato in Piazza San Marco uno striscione gigante con la scritta If you can rent Venice for your wedding, you can pay more tax (Se puoi affittare Venezia per il tuo matrimonio, allora puoi pagare più tasse). Per il 28 giugno era stata annunciata una “manifestazione par tera e par mar” per rallentare gli spostamenti degli sposi e dei 250 invitati alla chiesa della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio.
Tommaso Cacciari, una delle anime del gruppo, in una delle tante interviste annunciava che “i manifestanti, in modo pacifico e allegro ma deciso, cercheranno di bloccare l’accesso agli ospiti, con barche, papere, cigni e unicorni gonfiabili. Proveremo a bloccare i canali, non ci riusciremo, ma almeno riusciremo a far passare il messaggio che Venezia non è un luna park per ricchi, non è un fondale di vetroresina, un addobbo per matrimoni.”
I preparativi per una festa “che Bezos non potrà dimenticare!” con interventi, tuffi collettivi (“porta scarpette da scoglio, costume da bagno o muta, maschera e boccaglio!”), musica e kayak, trombette o qualsiasi cosa per fare rumore, insomma per una festa pacifica e giocosa “ hanno spaventato gli sposi. Il 23 giugno Bezos ha deciso di rinunciare alla Misericordia e di ripiegare sull’Arsenale. (NdR)
Comunicato”No space for Bezos”- 24 giugno
NO BEZOS, NO GUERRA!
SABATO 28 GIUGNO alle ore 17.00
Corteo | Partenza dalla STAZIONE VENEZIA S.LUCIA
La nostra protesta è riuscita a rovinare i piani di Bezos e i giochi di palazzo del sindaco Brugnaro.
Sono stati costretti a scappare e rifugiarsi nella Tesa 91 dell’Arsenale. Anche i due yacht di Bezos, Koru e Abeona, non arriveranno a Venezia.
Abbiamo dimostrato ancora una volta che Venezia non è serva dei potenti ma continua ad essere ribelle e resistente.
Ora, di fronte allo scenario di guerra che si profila all’orizzonte, NEL MOMENTO IN CUI GLI OCCHI DEL MONDO SONO PUNTATI SU VENEZIA, INVITIAMO TUTTE E TUTTI A UNIRSI AL GRIDO “NO WAR”.
Non lasciamo che Venezia faccia passare sotto silenzio la presenza di un signore della guerra.
Il matrimonio di Bezos non è il matrimonio di una celebrità qualsiasi. Non c’è solo l’arroganza del super-ricco che trasforma un’intera città nel suo parco giochi. Il tema è pienamente politico e il recente attacco degli USA all’Iran lo prova. Bezos è uno di quei tecnofeudatari che costruisce profitto sulla guerra e sulla morte di centinaia di migliaia di innocenti. Bezos è uno dei maggiori protagonisti del cosiddetto “complesso industriale militare-digitale”. Infatti, è oggi impossibile separare guerra e tecnologie. L’esercito israeliano, ad esempio, ha utilizzato il Cloud fornito da AWS(Amazon Web Service) come strumento di elaborazione dati per rendere maggiormente letale ed efficiente il genocidio di Gaza e la repressione del popolo palestinese. Allo stesso modo, AWS fornisce servizi tecnologici al Pentagono che oggi “aiutano” i missili lanciati da Trump. Ecco chi è Bezos, un alleato politico di un presidente guerrafondaio e un imprenditore di guerra con le mani sporche di sangue.
Ecco l’uomo che le nostre istituzioni, il sindaco Brugnaro e Zaia in testa, accolgono a braccia aperte.
Il 28 giugno scendiamo in piazza non solo per la dignità di Venezia, per dire, come negli USA, “No Kings”, ma anche dire: No Space for Bezos, No space For War!
Oggi come non mai, l’unica soluzione è la pace.




