Leonardo arma Israele

Intervista a Carlo Tombola di The Weapon Watch

di Redazione
Illustrazione di Doriano Solinas

 

 

Nel tuo articolo Beneficenza armata ci hai raccontato che quando Papa Francesco ha rifiutato la donazione di Leonardo all’Ospedale Bambino Gesù, la dirigenza ha replicato: “in tutti i teatri di guerra in corso, a partire dall’Ucraina e dal Medio Oriente, non c’è nessun sistema offensivo di nostra produzione”. Ti chiediamo come stanno veramente le cose.

Leonardo Spa è il primo produttore di armi nell’Unione Europea, il secondo in Europa, il 13° nel mondo. Però non ama dare di sé un’immagine militarista e muscolare, preferisce collocarsi in un generico mercato ADS (aerospazio, difesa, sicurezza) e insistere sul proprio profilo “sostenibile” sebbene fare armi significhi alimentare la guerra, l’attività umana più distruttiva e insostenibile, la più devastante anche sul piano energetico e ambientale.
L’ex Finmeccanica ha perseguito dagli anni Novanta la dismissione di quasi tutti i settori produttivi civili, come per esempio quello dei treni, per dedicarsi al core business della guerra. Nel bilancio del 2022 dichiara che realizza l’83% del proprio fatturato nel settore difesa, avendo quasi solo clienti governativi (88%). Non è neppure davvero un’azienda a capitale italiano. A parte la quota del 30,2% detenuta dal nostro Ministero delle finanze, il 51,8% del capitale è nelle mani di investitori istituzionali: banche, fondi d’investimento, fondi pensione per la gran parte britannici e statunitensi.
Quanto Leonardo sia profondamente partecipe dei conflitti armati in corso, lo dimostra la forte connessione con il sistema militare-industriale di Israele che non  solo è un cliente, ma un ospite di suoi stabilimenti e dipendenti.

Considerate le bugie raccontate impunemente al Papa, abbiamo bisogno di prove molto concrete.

La presenza diretta di Leonardo in Israele si deve all’acquisizione, conclusa a luglio 2022, della società israeliana RADA Electronic Industries, specializzata in radar per la difesa a corto raggio e anti-droni. È nata così la nuova società israeliana DRS RADA Technologies, che ha 248 dipendenti dislocati in tre sedi: uffici a Netanya, stabilimento principale a Beit She’an, centro ricerche presso il Gav-Yam Negev Tech Park di Beer Sheva. La società è controllata da Leonardo DRS Inc. con sede negli Stati Uniti a Germantown, Maryland, ai margini dell’area metropolitana di Washington D.C..
DRS RADA Technologies ha partecipato alla realizzazione di “Iron Fist” un sistema di protezione attivo montato sugli “Eitan” a otto ruote, i nuovi mezzi corazzati da combattimento delle Israel Defence Forces (IDF). Consegnati a maggio 2023, gli Eitan sono usati per l’invasione e le operazioni militari di Gaza.

Leonardo contribuisce con altri mezzi alla guerra di Israele?

Secondo una tattica già collaudata in altre precedenti invasioni di Gaza, l’avanzata delle truppe israeliane è accompagnata o seguita da giganteschi bulldozer blindati Caterpillar D9, che utilizzano un’impressionante potenza per il movimento terra, per lo sminamento e per distruggere le case e le strutture palestinesi. È un blindato a cui si deve tra l’altro la morte dell’attivista nonviolenta statunitense Rachel Corrie, schiacciata nel 2003 al confine tra Gaza e l’Egitto mentre si opponeva alla distruzione di abitazioni palestinesi. In Israele hanno soprannominato il bulldozer “Doobi”, che significa orsacchiotto…

Qual è il giro di affari che collega Leonardo agli Stati Uniti?

Tramite le società controllate negli Stati Uniti, il gruppo supporta la mobilità dei mezzi pesanti dell’esercito israeliano fornendo speciali carrelli a due assi capaci di un carico di 77 tonnellate. Si tratta di un modello nuovo di heavy-duty tank trailer (HDTT) prodotto dalla DRS/Leonardo con sede in Missouri.
Il 27 dicembre 2023 il Dipartimento della difesa USA ha annunciato l’assegnazione di un nuovo contratto alla DRS Sustainment Systems, per un valore di oltre 15 milioni di dollari. L’utilizzatore finale non sarà l’esercito americano, bensì quello di Israele, attraverso il meccanismo finanziario delle vendite militari all’estero. Israele ha un credito di 3,3 miliardi di dollari all’anno per acquistare materiale militare: 15 milioni di dollari sono serviti per acquistare i carrelli HDTT, che saranno fabbricati nello stabilimento DRS/Leonardo di West Plains in Missouri. L’ordine non lo specifica, ma potrebbe trattarsi di 70-75 esemplari da fornire entro l’anno 2026.
DRS/Leonardo ha 7.500 dipendenti e fornisce bulldozer alle forze armate di Israele almeno dal 2007, quando mise a punto un prototipo insieme a un partner israeliano, Shladot Metal Works, un’azienda di Haifa che produce soprattutto veicoli militari leggeri e pesanti per IDF.

Per approfondire:
Beneficenza armata
The Weapon Watch (Osservatorio delle armi nei porti europei e mediterranei)

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