Io e la natura | 86° puntata

Cronaca di una cittadina trapiantata su un selvaggio bricco del cuneese

di Manù
Foto di Andrea Ferrante

Ho cercato di fare finta di niente anche se mi era parso di aver visto un gatto.
Apparizioni saltuarie, notturne, così fugaci da non riuscire a vedere colore e dimensione.
Va be’, sarà un randagio che viene a curiosare.
Le apparizioni diventano però sempre meno saltuarie e fugaci.
Il gatto in questione è rosso, sembra giovane e in forma, ha paura anche della sua ombra, è evidente che cerca cibo.
Mica posso ignorare una bocca che ha fame.
In fondo se gli metto una ciotola di cibo fuori di sera che problema c’è? Non si fa avvicinare, non mi accorgo neanche della sua presenza, magari torna da dove è venuto.
Con il passare dei giorni e poi delle settimane le sue visite diventano quotidiane, il clima è rigido e senza rendermene conto mi ritrovo a preoccuparmi che abbia freddo, quindi piazzo una cuccetta coibentata in un posto riparato.
Comunque, che problema c’è un corno: è in calore, fa a botte con i miei due maschi e cerca di aggredire le femmine. Baby è terrorizzata, LaLindo se ne frega, Linda lo mena. Naturalmente segna il territorio facendo pipì ovunque.
Va be’, finito il calore se ne andrà. Ma possibile che con tutte le randage che ci sono si fermi qui da me che ho solo gatte sterilizzate?!
Passa un mese e mezzo fra risse e serenate notturne e non sembra minimamente intenzionato ad andarsene, anzi, ha deciso di punto in bianco che può fidarsi e si fa accarezzare, risultando dolcissimo e un gran coccolone e se per caso tardo a mettergli il cibo viene davanti alla porta a chiamarmi.
Ormai se non lo vedo mi preoccupo, le mie intenzioni di mantenere le distanze sono andate a farsi benedire quando ormai è diventato evidente che oltre alle esigenze ormonali il micio stava cercando casa.
Dopo quattro mesi mi sono definitivamente arresa e per rendere possibile la convivenza con i miei sei mici (e anche liberarmi della puzza di pipì che aleggia intorno a casa) questa mattina l’ho portato a sterilizzare.
Si chiama Berto ed è il mio settimo gatto.

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