di Safaa Odah

Dal primo giorno di guerra, spostarsi è diventato faticoso e pericoloso.
Affidarsi a un carro trainato da un animale, è diventato inevitabile a causa dei prezzi e della scarsità del carburante.
Viaggiare su un carro non è semplice, ogni posto ha la sua storia e i suoi rischi. Se ti siedi accanto al conducente, puoi godere di una certa sicurezza e comodità, ma per tutto il viaggio ascolterai le sue infinite lamentele e i suoi racconti noiosi, come se la noia fosse diventata una compagna costante.
Se scegli di sederti ai lati del veicolo, le gambe saranno a rischio e l’intero viaggio sarà una lotta tra il sollevare le gambe per evitare il pericolo e le imprecazioni e maledizioni incessanti, come se l’aria stessa trasportasse l’amarezza della strada.
Sedersi sul retro del carro è la sfida più grande: il tuo viso è proprio di fronte a quello dell’animale e ogni suo movimento fa sobbalzare il cuore. Solo la fortuna può proteggerti da un morso improvviso.
È un viaggio breve in termini di distanza, ma lungo in termini di sofferenza; un misto di pericolo, stanchezza e tensione costante. Un viaggio che ti ricorda ogni giorno che la guerra non è solo il rumore dei bombardamenti o il fumo, ma una vita che è cambiata in tutti i suoi semplici dettagli, anche nei mezzi di trasporto più elementari.
