Tattoo love

della Misantropa
illustrazione di Teresa Sdralevich

Lei era un’estetista ingenua e sognatrice, solare di carattere e di professione – lavorava in un solarium di Agognate – apprezzata per l’eleganza dei suoi tanga. Sul polpaccio sinistro aveva una Minnie in quadricromia e sul destro un adorabile gattino manga.
Lui era un camperista selvaggio e tra una birra e l’altra l’adocchiava, stiracchiando pigramente il pitone sul bicipite.
Si baciarono la sera al karaoke, un bacio smanioso pur se un po’ sabbioso, e il pugnale sul capezzolo virile vibrò pronto a colpire. Rovesciando il collo ornato di pratoline, lei sospirò.
Di quel che accadde sul materasso gonfiabile istoriato di sughi e di benzina ha un ricordo vago, odoroso di mohito e fritto misto del vicino chiosco, e al mattino s’è svegliata tutta strana e stordita, chiedendosi: sarà l’uomo della mia vita?
Ma sotto la doccia ha notato che Minnie era sparita, e del gattino manga non restava che una zampa.
Sul bicipite di lui il pitone, ingrossato e soddisfatto, le ha fatto l’occhiolino.
E nell’afa dell’estate, tra bomboloni e patatine, un brivido l’ha scossa. Si è chiesta: sarà amore o terrore? Dolce interrogativo estivo, lo saprò alla fine dell’estate, se sopravvivo.

 

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