di BUM Brigata Umorismo Milano
Foto di Umarell
Vignette di Urka e Rasta Bello

Milano, 30 giugno 2025 ore 6.37. Gli abitanti di City Life, quartiere residenziale per vip e super ricchi costruito sulle aree della ex Fiera da Generali con Allianz, sono colti di sorpresa da un forte boato. L’enorme insegna rossa con la scritta bianca “Generali” che svettava a 192 metri di altezza sul grattacielo del gruppo assicurativo, si è staccata scivolando giù verso il basso.
Dal 2017 il grattacielo, chiamato Torre Hadid o lo Storto, è uno dei simboli del “modello Milano” insieme agli altri due, il Dritto e il Curvo, cresciuti al suo fianco nella piazza delle Tre Torri.

Si sono squagliati i generali sbagliati
L’insegna, alta circa 15 metri, si è staccata per una o più rotture nel reticolato di tubi che la sosteneva. La causa è da accertare, ma pare probabile l’ipotesi del caldo estremo: un precedente inquietante in una città costellata di grattacieli simili, nell’epoca del surriscaldamento globale.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo per crollo colposo e dato il via libera alla rimozione dell’insegna pericolante. Nel quartiere verticale sono attese gru altissime per la messa in sicurezza dello Storto.

Il far west della rigenerazione urbana
Da simbolo di lusso e “rigenerazione urbana”, l’insegna collassata su se stessa ha svelato in un attimo la fuffa del “modello Milano”, diventando il simbolo della sua crisi.
Lo Storto, il Dritto e il Curvo diventeranno figure iconiche nello spaghetti (o risotto) western dell’urbanistica milanese.

