La resistenza delle donne afgane

Intervista alle attiviste di RAWA

di Sonali Kolhatkar
Traduzione di Margherita Giacobino
Illustrazione di Anna CiammittiRilanciamo su Erbacce l’intervista rilasciata il 20 agosto da RAWA* (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan) a Sonali Kolhatkar, co-direttrice del gruppo americano Afghan Women’s Mission.

Per anni RAWA si è espressa contro l’occupazione americana e ora che è finita, i talebani sono tornati. Il presidente Biden avrebbe potuto ritirare le forze americane in un modo che lasciasse l’Afghanistan in una situazione più sicura di quella attuale? Avrebbe potuto fare di più per assicurare che i talebani non prendessero il sopravvento con tanta rapidità?

Negli ultimi 20 anni, una delle nostre richieste era la fine dell’occupazione USA/NATO e meglio ancora se si portavano via i loro fondamentalisti islamici e tecnocrati, e lasciavano che il nostro popolo decidesse il proprio destino. Questa occupazione ha portato solo spargimento di sangue, distruzione e caos. Hanno trasformato il nostro paese nel posto più corrotto, insicuro, infestato dalle mafie della droga e più pericoloso, soprattutto per le donne.
Un risultato che potevamo prevedere fin dall’inizio. L’11 ottobre 2001, nei primi giorni dell’occupazione americana dell’Afghanistan, RAWA aveva dichiarato: La continuazione degli attacchi statunitensi e l’aumento del numero di vittime civili innocenti non solo dà una scusa ai talebani, ma causerà anche il potenziamento delle forze fondamentaliste nella regione e nel mondo.
La ragione principale per cui eravamo contro questa occupazione era che, sotto la bandiera della “guerra al terrorismo”, in realtà gli occupanti sostenevano il terrorismo. Dai primi giorni in cui i saccheggiatori e gli assassini dell’Alleanza del Nord sono stati installati di nuovo al potere, nel 2002, fino agli ultimi cosiddetti colloqui di pace, accordi e patti a Doha e al rilascio di 5000 terroristi dalle prigioni nel 2020/21, era ovvio che anche il ritiro non sarebbe finito bene.
Il Pentagono dimostra che nessuna teoria dell’invasione o dell’ingerenza finisce in modo incruento. Tutte le potenze imperialiste invadono altri paesi per i loro interessi strategici, politici e finanziari, ma cercano di nascondere il loro vero intento con bugie e grazie a potenti media corporativi.
È una presa in giro dire che valori come “diritti delle donne”, “democrazia”, “costruzione della nazione” ecc. facevano parte degli obiettivi degli USA/NATO in Afghanistan!
Gli Stati Uniti sono arrivati qui per trasformare il paese in una zona di instabilità e terrorismo, per colpire le potenze rivali, specialmente Cina e Russia, e minare le loro economie attraverso guerre regionali. Naturalmente il governo degli Stati Uniti non voleva un’uscita così disastrosa, vergognosa e imbarazzante, che ha scatenato una tale turbolenza da costringerlo a inviare di nuovo le truppe entro 24 ore per controllare l’aeroporto ed evacuare in sicurezza i diplomatici e il personale.
Crediamo che gli Stati Uniti abbiano lasciato l’Afghanistan per le proprie debolezze e non per essere stati sconfitti dalle loro creature, i talebani. Ci sono due ragioni significative per questo ritiro.
La ragione principale è la molteplice crisi interna degli Stati Uniti. I segni del declino del loro sistema si sono visti nella debole risposta alla pandemia Covid 19, nell’attacco a Capitol Hill e nelle grandi proteste dell’opinione pubblica statunitense negli ultimi anni. I responsabili politici sono stati costretti a ritirare le truppe per concentrarsi su questioni interne scottanti.
La seconda ragione è che la guerra afgana è stata eccezionalmente costosa, fino a trilioni di dollari pagati dai contribuenti. Questo costo ha inciso così pesantemente sulle finanze degli Stati Uniti da costringerli a lasciare l’Afghanistan.
Le politiche di guerra dimostrano che il loro obiettivo non è mai stato quello di rendere l’Afghanistan più sicuro, tanto meno ora che se ne stanno andando. Sapevano che il ritiro sarebbe stato caotico, ma questo non li ha fermati. Ora l’Afghanistan è di nuovo sotto i riflettori perché i talebani sono al potere, ma la situazione è la stessa da 20 anni: ogni giorno centinaia di persone sono state uccise e il nostro paese distrutto, solo che raramente i media ne hanno dato notizia..

La leadership talebana sta dicendo che rispetterà i diritti delle donne nella misura in cui sono conformi alla legge islamica. Alcuni media occidentali riportano questo in una luce positiva. I talebani non hanno detto la stessa cosa 20 anni fa? Pensate che ci sia un cambiamento nel loro atteggiamento verso i diritti umani e i diritti delle donne?

I media corporativi stanno solo spargendo sale sulle ferite del nostro popolo devastato; dovrebbero vergognarsi del modo in cui cercano di abbellire i brutali talebani. Il portavoce dei talebani ha dichiarato che non c’è differenza tra la loro ideologia del 1996 e quella di oggi. E sui diritti delle donne ripetono le stesse frasi già usate durante la loro precedente cupa dominazione: implementare la Sharia.
In questi giorni i talebani hanno dichiarato un’amnistia in tutto il paese con lo slogan la gioia dell’amnistia può dare frutti che la vendetta non dà. Ma in realtà stanno uccidendo persone ogni giorno. Proprio ieri un ragazzo è stato ucciso a Nangarhar solo per aver sventolato la bandiera nazionale afgana tricolore invece di quella bianca dei talebani. Hanno giustiziato quattro ex ufficiali dell’esercito a Kandahar, hanno arrestato il giovane poeta Mehran Popal nella provincia di Herat per aver scritto post anti-talebani su Facebook e la sua famiglia non sa dove si trova. Questi sono solo alcuni esempi delle loro azioni violente nonostante le dichiarazioni “carine” e gentili dei loro portavoce.
Noi crediamo che le affermazioni dei talebani siano una finzione e che stiano solo cercando di guadagnare tempo fino a quando non potranno organizzarsi. È successo tutto in fretta e stanno cercando di costruire la loro struttura di governo, creare la loro intelligence e costituire il Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, che controlla la vita quotidiana delle persone nei minimi dettagli come la lunghezza della barba, il codice di abbigliamento e l’avere un Mahram (compagno maschile, padre, fratello o marito) per una donna. Sostengono di non essere contro i diritti delle donne, ma esclusivamente all’interno delle leggi islamiche, la Sharia, che è vaga e interpretata in modi diversi dai regimi islamici a beneficio dei propri programmi e regole politiche. I talebani vorrebbero anche che l’Occidente li riconoscesse e li prendesse sul serio, ecco perché cercano di dare una ripulita alla loro immagine. Forse tra qualche mese diranno: faremo le elezioni perché crediamo nella giustizia e nella democrazia! Queste messinscene non cambieranno mai la loro vera natura, saranno sempre dei fondamentalisti islamici: misogini, inumani, barbari, reazionari, antidemocratici e antiprogressisti. In una parola, la mentalità talebana non è cambiata e non cambierà mai!

Perché l’esercito nazionale e il governo afgano sostenuto dagli Stati Uniti sono crollati così rapidamente?

Per molte ragioni, ecco alcune delle principali.
1) Tutto è stato fatto in base all’accordo di consegnare l’Afghanistan ai talebani. Il governo degli Stati Uniti, negoziando con il Pakistan e altri paesi, si era accordato per formare un governo composto principalmente da talebani. Quindi i soldati non erano pronti a farsi uccidere in una guerra in cui sapevano che non c’era alcun beneficio per il popolo afgano perché in alto loco era stato già stabilito di dare il potere ai talebani. Zalmay Khalilzad è molto odiato dal popolo afgano per il ruolo sleale che ha avuto nel riportare i talebani al potere.

2) La maggior parte degli afgani sa benissimo che la guerra in corso non è degli afgani, che sono solo carne da cannone, e non è per il bene del paese, ma è condotta da potenze straniere per i propri interessi strategici. I giovani si arruolano quasi sempre a causa dell’estrema povertà e della disoccupazione, quindi non hanno né l’impegno né l’animo per combattere. Bisogna ricordare che per 20 anni gli Stati Uniti e l’Occidente hanno cercato di mantenere l’Afghanistan un paese esclusivamente consumatore, ostacolando la crescita dell’industria. Questa situazione ha creato un’ondata di disoccupazione e povertà, spianando la strada al reclutamento del governo fantoccio, dei talebani e alla crescita della produzione di oppio.

3) Le forze afgane non erano così deboli da farsi sconfiggere nel corso di una settimana, ma hanno ricevuto dal palazzo presidenziale l’ordine di non combattere i talebani e di arrendersi. La maggior parte delle province sono state consegnate ai talebani pacificamente.

4) Il regime fantoccio di Hamid Karzai e Ashraf Ghani ha definito per anni i talebani “fratelli insoddisfatti” e ha scarcerato molti dei loro comandanti e leader più spietati. Chiedere ai soldati afgani di combattere contro quelli che non vengono chiamati “nemici” ma “fratelli” ha incoraggiato i talebani e ha minato il morale delle forze armate afgane.

5) Tra le forze armate regnava una corruzione senza precedenti. I moltissimi generali insediati a Kabul (per lo più ex brutali signori della guerra dell’Alleanza del Nord) hanno arraffato milioni di dollari, arrivando a tagliare il cibo e il salario dei soldati che combattono in prima linea. C’è stato il fenomeno dei “soldati fantasma” denunciato dal SIGAR. Gli alti funzionari impegnati a riempirsi le tasche hanno fatto confluire nei loro conti bancari stipendi e razioni di decine di migliaia di soldati inesistenti.

6) Ogni volta che le truppe erano in difficoltà nei combattimenti contro i talebani, la loro richiesta di aiuto veniva ignorata da Kabul. In molti casi decine di soldati sono stati massacrati dai talebani dopo essere rimasti per settimane senza cibo e munizioni. Perciò le perdite tra le forze armate sono state molto numerose. Al World Economic Forum (Davos 2019), Ashraf Ghani ha ammesso che dal 2014 sono stati uccisi oltre 45.000 afgani addetti alla sicurezza, mentre nello stesso periodo sono stati uccisi solo 72 addetti di USA/NATO.

7) In tutta la società la crescente corruzione, l’ingiustizia, la disoccupazione, l’insicurezza, l’incertezza, la frode, la grande povertà, la droga e il contrabbando hanno fornito un terreno per il riemergere dei talebani.

Qual è il modo migliore per gli americani di aiutare RAWA e il popolo e le donne afgane in questo momento?

Ci sentiamo molto fortunate e felici di avere avuto per tutti questi anni dalla nostra parte alcuni americani amanti della libertà. Abbiamo bisogno che gli americani alzino la voce e protestino contro le politiche di guerra del loro governo e sostengano il rafforzamento della lotta del popolo in Afghanistan contro questi barbari.
È nella natura umana resistere e la storia ne è testimone. Abbiamo i gloriosi esempi dei movimenti di lotta degli Stati Uniti, Occupy Wall Street e Black Lives Matter. Abbiamo visto che nessuna oppressione, tirannia e violenza, per quanto forti, possono fermare la resistenza. Le donne non saranno più incatenate! Proprio la mattina dopo l’entrata dei talebani nella capitale, un gruppo di nostre giovani donne coraggiose ha dipinto graffiti sui muri di Kabul con lo slogan: Abbasso i talebani!
Le nostre donne sono ora politicamente consapevoli e non vogliono più vivere sotto il burqa, cosa che accettavano 20 anni fa. Continueremo le nostre lotte trovando modi intelligenti per restare al sicuro.
Pensiamo che l’inumano impero militare statunitense non sia solo il nemico del popolo afgano, ma la più grande minaccia alla pace e alla stabilità del mondo. Ora che il sistema è sull’orlo del declino, è dovere di tutti gli individui e i gruppi amanti della pace e della giustizia, progressisti, di sinistra, intensificare la loro lotta contro i brutali guerrafondai della Casa Bianca, del Pentagono e di Capitol Hill. Sostituire il sistema marcio con uno giusto e umano non solo libererà milioni di americani poveri e oppressi, ma avrà un effetto duraturo in ogni parte del mondo.
Ora la nostra paura è che il mondo possa dimenticare l’Afghanistan e le donne afgane come avvenne sotto il sanguinoso dominio dei talebani alla fine degli anni ’90. Pertanto, i progressisti e le istituzioni statunitensi non devono dimenticare le donne afgane.
Alzeremo la nostra voce più forte e continueremo la nostra resistenza, la lotta per la democrazia secolare e i diritti delle donne!

 

*Per saperne di più e sostenere RAWA:

RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan) è un’organizzazione politico/sociale indipendente fondata a Kabul nel 1977 da donne afgane che lottano per i diritti umani e la giustizia sociale. Durante l’occupazione sovietica (1979-1992) RAWA ha fatto parte della resistenza (la sua leader Meena è stata assassinata nel 1987 da agenti del KGB con la connivenza di gruppi fondamentalisti) e in seguito ha combattuto e combatte le politiche criminali, le ingerenze occidentali e le atrocità dei fondamentalisti. Ha istituito scuole e ostelli per ragazze e ragazzi, un ospedale per donne e minori rifugiati in Pakistan, corsi di infermeria, alfabetizzazione e formazione professionale per le donne. Pubblica una rivista bilingue in persiano e pashtu. Svolge, a rischio della vita delle sue attiviste, un grande lavoro sociale e di soccorso tra donne e minori traumatizzati, senza alcun sostegno da parte di ONG o governi internazionali. Sostiene i diritti delle donne e lotta per uno stato afgano indipendente, libero, democratico e laico,
Afghan Women’s Mission è un’organizzazione fondata nel 2000 in California, che supporta e lavora a stretto contatto con RAWA. Tra i suoi progetti vi sono cliniche, scuole, orfanotrofi presso i campi profughi afgani in Pakistan.
CISDA (Coordinamento italiano sostegno donne afgane) dal 1999 sostiene RAWA dall’Italia.

 

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