La mia gatta e il cambiamento climatico

di Calendula

Cos’hai Betsabea? Perché miagoli così forte? stai cercando di dirmi qualcosa?
Fa caldo, lo so, e tu perdi il pelo, più ti spazzolo e più ne perdi, sei una fabbrica di pelo a ciclo continuo.
Si c’è aria di pioggia, anzi di temporale, ma non è il caso di agitarsi così.
Vuoi mangiare? carne o pesce? ti prego Betsabea rispondimi, smettila di urlare e mordermi le caviglie, mi fai male.
Capisco, sei stata sola tutto il giorno in casa e il condizionatore è rotto, i vicini stanno ristrutturando, i martelli pneumatici ti innervosiscono e il pizza-sushi di sotto fa delle puzze che disturbano il tuo olfatto finissimo, hai ragione di lamentarti, ma ti prego mangia almeno i nuovi croccantini all’aloe cranberry e gingko biloba “per l’equilibrio psicofisico del vostro gatto”.
Sì hai ragione, anch’io sono sudata, ma non possiamo aprire le finestre, oggi l’aria di città sta tra irrespirabile e letale, sul tram due anziani sono svenuti, ti ricordi che l’altro giorno dopo essere uscita sul balcone hai vomitato sulla mia camicia stirata? Vabbé avevi mangiato i fiori della vicina, che si ostina a usare quei terribili antiparassitari contro i bruchi dei gerani, per forza il suo chihuahua si è preso l’epatite la dermatite atopica e la psoriasi!
Voi piccoli animali siete più sensibili di noi ai fenomeni atmosferici e all’inquinamento, avete mantenuto quella profonda comunicazione con gli elementi che gli esseri umani hanno perso da secoli, preannunciate terremoti e cataclismi e … oddio Betsabea, che fai?
Scendi dal ficus ti prego, Betsabea guardami, ti sto pregando in ginocchio, vieni giù e smettila di urlare prima che la vicina chiami di nuovo Save The Pets, che figure mi fai fare?
Sì sta grandinando, ma non devi preoccuparti, i vetri sono antisfondamento, hanno retto anche l’alluvione della settimana scorsa.
Una volta non eri così, quando eri giovane e c’era ancora la primavera, ti ricordi? eri una gattina timida e dolce e i pollini ti facevano starnutire, perché non mettevi ancora la pratica mascherina antipolline che non ti piace tanto, lo so, ma è così utile.
Calma, niente panico, quella è solo la solita zanzara tigre che viene fuori a quest’ora e mi punge, è me che punge, non te, vedi il ponfo? è per quello che prendo l’antistaminico, se no sarei già all’ospedale.
Ha smesso di grandinare, vedi? ed è spuntato il sole, guarda che bel sole rosso vivo, anzi non guardarlo, mettiti questi occhiali a triplo filtro infrarosso-ultravioletto, vedi tutto si è asciugato in pochi secondi, il vapore sale verso il cielo, oddio forse quello non è vapore, la casa di fronte sta andando a fuoco…
Betsabea, perché hai il pelo irto e continui a urlare e roteare gli occhi? È la vecchiaia che ti rende ansiosa insofferente e tirannica o stai cercando di dirmi qualcosa? Perché i tuoi baffi vibrano così? Quali segnali captano nell’aria? Questo è soltanto il solito odorino di discarica che arriva sempre a quest’ora… No, tu senti altro, tu sei in comunicazione con gli eventi tellurici, anche ieri correvi in tondo come una pazza e poi subito dopo si è staccata la faglia di Sant’ Andrea in California, e allora dimmelo Betsabea, smetti di miagolare e parla finalmente, dimmelo: quanti giorni ci restano da vivere?

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