Erbacce: una storia di resilienza ecofemminista

di Cristina Cassese
ARTWAVE | 4 marzo 2020

“Aspirina”, storica rivista satirica femminista, non c’è più a seguito della diffida da parte del colosso farmaceutico Bayer. Ma dalle sue ceneri è nato “Erbacce”, un nuovo progetto editoriale che coniuga istanze ambientali e lotta per i diritti delle donne

Resilienza è una di quelle parole molto in voga oggi: tratta dal linguaggio specialistico dell’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di assorbire energia in seguito ad un urto, designa più genericamente la possibilità di mutare forma in seguito ad un traumatico cambiamento, senza perdere tuttavia la propria identità. Non c’è parola migliore di questa per descrivere l’evoluzione di un progetto editoriale originale e anticonformista, dichiaratamente femminista, nato verso la fine degli anni ‘80, condannato a morte nel 2018 e resuscitato più forte e irriverente che mai qualche mese fa.
C’era una volta Aspirina la rivista: oggi non c’è più ma la satira infestante non si ferma e dà vita a Erbacce, ovvero Forme di vita resistenti ai diserbanti.

Caduta e rinascita al gusto di satira

Nel 1987 un gruppo di giornaliste, attiviste, illustratrici, intellettuali sorto in seno alla storica Libreria delle Donne di Milano, fonda una rivista satirica femminista: nasce così Aspirina, un cartaceo che prende il nome dal celebre farmaco per rendere onore alla dichiarazione della scrittrice Bibi Tomasi che soffriva di dolori cervicali da macchina da scrivere. L’omonimia, insomma, non è casuale: la nota pillola, peraltro, assomiglia alla luna e sembra quasi il diminutivo femminile del sostantivo “aspirazione”. Niente male, vero? E infatti Aspirina, la rivista, va a gonfie vele e nel 1995 il marchio viene registrato. 
Dopo ventisei anni di onorata carriera su carta stampata, la rivista approda online nel 2013, con tanto di dominio www.aspirinalarivista.it. Forse è proprio allora che Bayer si accorge della sua esistenza: il colosso farmaceutico, infatti, pur mantenendosi saldo nelle prime posizioni dei motori di ricerca del Web correlati alla parola aspirina, è incalzato subito dopo proprio dall’irriverente omonimia con la testata acetilsatirica.
Così, nel 2017, invia una diffida passiva alla redazione, reclamando l’esclusiva proprietà sul nome e intimando ritorsioni d’ogni sorta. Nello stesso periodo, il gruppo Bayer è in trattativa per la fusione con Monsanto, una multinazionale produttrice di pesticidi e sementi OGM che di santità pare avere solo il nome. Il team della rivista satirica trascorre mesi di incertezze e tribolazioni: infine, nel 2019 cede la registrazione del nome e del dominio web all’industria farmaceutica ma non accetta alcun risarcimento economico proposto. La ragione è semplice: niente compromessi, questa storia va raccontata.

Bayer vs Aspirina e la nascita di Erbacce.org

Oggi possiamo leggerla, in forma di parole e immagini, grazie a DeriveApprodi che, lo scorso gennaio, ha pubblicato Bayer contro Aspirina. L’umorismo che resiste ai diserbanti.

Vai all’articolo


Le pagine di Erbacce contrassegnate da copyright sono protette e non riproducibili in nessun modo. Tutte le altre immagini e i testi di Erbacce sono rilasciati con licenza
Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported License
Licenza Creative Commons