Corpi estranei a Venezia

di Redazione
Intervista a Luana Zanella, ecologista e femminista veneziana, che ha ricoperto vari incarichi nell’amministrazione comunale della città, è stata deputata e portavoce dei Verdi, è Presidente dell’Accademia di belle arti di Venezia.

Il 2 giugno una delle grandi navi che attraversano il canale della Giudecca ha sbattuto contro un battello e le fondamenta. L’incidente ha riacceso le polemiche sul turismo delle crociere.

In tutto il mondo il business del turismo procede senza controllo, come se non ci fosse il cambiamento climatico. Il turismo è la più grande industria del mondo, in continua crescita, produce il 10 per cento del Pil globale, senza calcolare l’enorme indotto, inquina, consuma suolo, snatura territori e comunità. Il gigantismo delle grandi navi non è un problema solo di Venezia, anche se l’incompatibilità qui è più evidente e drammatica. È legato allo stesso modello di sviluppo insostenibile non solo ambientalmente. Potrebbe succedere anche con i mega condomini marini quello che è successo con la bolla immobiliare che nel 2008 ha scatenato la crisi economica, finanziaria e sociale. A Venezia le navi da crociera consumano suolo e laguna, richiedono l’apertura di nuovi canali causando dissesto idrogeologico e scomparsa della biodiversità marina. Sono il fenomeno più abnorme del business turistico. Ma anche i turisti sono corpi estranei, alla stregua delle grandi navi, delle speculazioni finanziare e immobiliari, o del fenomeno degli Airbnb.

Venezia attira anche il turismo dell’arte, è una vetrina importante di quel mercato.

Il turismo colto dell’arte, quello della Biennale e dei musei, sembrerebbe alternativo al turismo mordi e fuggi, ma in realtà è ugualmente esogeno rispetto alla città. Venezia ha 55mila abitanti, in più ci sono gli studenti e i lavoratori. La quotidianità è per loro una lotta durissima, soprattutto per i giovani, e gli abitanti diventano sempre più insofferenti. Venezia è in sospeso tra essere un non luogo e il luogo per eccellenza, la città dell’incanto.

In che modo si può salvare la vita della città?

Rispondo come presidente dell’Accademia: sento soprattutto la necessità di una produzione artistica che nasca nella città, di laboratori per le persone giovani che si formano qui. E poi ci sono molte associazioni e gruppi che si misurano con la deriva della città, con i grandi poteri degli albergatori o delle crociere e con una diffusa corruzione. Si percepisce un aumento di consapevolezza e di presa di coscienza. C’è tanta gente che a Venezia, Mestre e Marghera ha dato vita per esempio a Quartieri in movimento e No Grandi Navi che ha organizzato la grande manifestazione di sabato 8 giugno a Venezia. A Mestre si ripetono da mesi manifestazioni contro la costruzione vicino alla stazione di ulteriori mega alberghi in una zona già devastata dalla speculazione edilizia, in funzione turistica. La manifestazione dell’8 giugno contro le grandi navi è l’esito di questo lungo lavoro.

 

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